TV, una passione italiana a prova del tempo

Dal 1954, anno di inizio delle trasmissioni Rai, decennio dopo decennio la TV italiana ha intrapreso un processo di crescita e si è arricchita di nuovi format e tecnologie. E la passione degli italiani per la TV non accenna a “spegnersi”. Dal bianco e nero al colore, alla nascita delle TV private, poi del digitale terrestre e dei servizi in streaming, come Netflix o Amazon, quali sono oggi le caratteristiche della nuova era del piccolo schermo? E come è cambiato il modo degli italiani di guardare la televisione? Negli ultimi tempi l’Auditel, ente preposto alla raccolta dei dati d’ascolto, ha compreso quanto siano profondamente cambiate le abitudini degli italiani, pertanto non si limita più a monitorare le preferenze degli spettatori, preoccupandosi anche di chi sceglie servizi broadcast e on demand.

Cambia il modo di usufruire dei contenuti

Oggi possiamo suddividere i telespettatori in diverse categorie. Ad esempio, gli utenti che preferiscono mantenere con la TV un approccio tradizionale da spettatore, seguendo passivamente quanto offerto dal palinsesto televisivo. O quelli che a seconda delle possibilità offerte vogliono decidere autonomamente quale trasmissione vedere, l’orario e il tipo di supporto tecnologico da utilizzare. E ancora, coloro che dopo la visione dello spettacolo desiderano anche parlarne con la community che condivide la stessa passione. Come? Con gli hashtag su Twitter, i follower dei personaggi più amati su Instagram, le pagine fan su Facebook e le testate web che raccontano tutti i retroscena dei personaggi più amati, come Kontrokultura.

Dal normale televisore allo smartphone

Nel primo caso gli utenti usufruiscono di un normale televisore, mentre nel secondo si avvalgono di televisori smart o tablet, smartphone, pc e altri dispositivi che permettono, oltre di guardare la TV tradizionale, di usufruire di contenuti televisivi in streaming, potendo attingere da una vasta gamma di programmi in grado di soddisfare qualsiasi genere di richiesta.

Si tratta fondamentalmente di due metodologie differenti di guardare la TV. Da una parte c’è chi ignora le nuove logiche della televisione moderna accettando quanto offerto dal piccolo schermo, dall’altra, utenti tecnologicamente più smaliziati, maggiormente inclini ad avere un atteggiamento attivo nei confronti dello strumento, organizzando autonomamente i modi e le tempistiche della visualizzazione.

Il mercato televisivo italiano è in crescita

Secondo ITMedia-Consulting il 2019 è stato un anno caratterizzato da una flessione dei ricavi pari al 2,7%. Inoltre, per la prima volta la Pay Tv in quanto a ricavi ha fatto meglio della TV in chiaro. Un evento unico nella storia della televisione italiana. Secondo le stime di ITMedia-Consulting, infatti, il biennio 2020-2021 segnerà una crescita del 3,5%, che vedrà protagonista soprattutto la Pay Tv, rappresentata da Sky e dalla BroadBand Tv. In soli 2 anni la Pay Tv si è attestata come una delle modalità d’accesso principali, al punto di essere già considerata a tutti gli effetti la piattaforma antagonista del digitale terrestre. Anche se la BroadBand Tv, la TV veicolata attraverso internet, è destinata a divenire in tempi brevissimi la piattaforma principale, mettendo così in seria difficoltà il DTT.