Stipendi più alti a Milano, Monza Brianza e Bolzano

Se gli ultimi dati Istat affermano che tra luglio e settembre il nostro Paese ha perso 52 mila occupati rispetto al trimestre precedente, e i salari italiani del settore privato sono stagnanti da molti anni, i dati dell’Osservatorio JobPricing sugli stipendi medi italiani confermano che sono in provincia di Milano gli stipendi più alti d’Italia.

La differenza tra le regioni e tra le stesse province spesso è molto accentuata, con un divario significativo tra i territori più fortunati e quelli in cui gli stipendi si attestano come i più bassi del Paese.

“E non sono pochi – spiega Carola Adami, head hunter di Milano e CEO dell’agenzia di selezione del personale Adami & Associati – i professionisti che, alla ricerca di uno stipendio più alto decidono di guardare verso province in cui i salari sono notoriamente più alti, seppur motivati da un maggiore costo della vita”.

A Milano la retribuzione annua lorda media è di 34.000 euro

Il salario resta un aspetto centrale per le aziende alla ricerca di nuovi talenti e per i dipendenti desiderosi di trovare un nuovo posto di lavoro. E fra le province e le città dove si guadagna di più a primeggiare è Milano. Qui, infatti, la retribuzione annua lorda media è di poco superiore ai 34.000 euro. Alle spalle di Milano, staccata da più di 2.000 euro di differenza, si piazza una seconda provincia lombarda, Monza Brianza. E a chiudere il podio è un’altra provincia del Nord, Bolzano, che in questa edizione di JobPricing ha guadagnato 4 posizioni.

Un’Italia a due marce

A livello regionale prima è la Lombardia, con 31.700 euro di retribuzione lorda media annua, seguita dal TrentinoAlto Adige e dall’Emilia Romagna, entrambi con una RAL di circa 30.500 euro.

Ancora una volta quella che risulta è un Italia a due marce, con 8 regioni del Nord caratterizzate da stipendi proiettati verso l’alto (eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia) e 12 regioni del Sud che invece si collocano nella parte bassa della classifica.

Pur tenendo conto dell’ovvia differenza del costo della vita, che giustifica in buona parte la differenza degli stipendi, non deve stupire il desiderio di molti lavoratori di spostarsi in aree più generose.

Banking, moda e farmaceutico i settori più remunerativi

Va peraltro detto che le differenze tra salari non risultano marcate solamente a livello territoriale, ma anche tra settori occupazionali differenti. Come ricorda Adami “chi lavora nei settori del banking, della moda e del farmaceutico guadagna tendenzialmente di più di un dipendente a pari livello di un altro settore”.

Considerando la categoria dei dirigenti, ad esempio, negli istituti di credito, nelle assicurazioni e nella moda un dirigente può aspirare a una retribuzione annua media di circa 140.000 euro, mentre nei settori alberghiero e siderurgico per la stessa qualifica professionale si percepiscono poco più di 100.000 euro annui.